Alla fine del X sec., il principe dello Stato Kievano, Vladimir, e sua moglie inviarono dei commissari in giro per tutti i territori del loro regno per comprendere quali fossero i culti e i modi di esprimere la religiosità così da sceglierne uno comune per i loro molti sudditi. Affascinati dalla sua sfarzosità e bellezza, i due regnanti scelsero il culto ortodosso. Il principe Vladimir si convertì battezzandosi nelle acque fiume Dnerp, e confessò apertamente il suo bisogno di venerare le icone. Le chiese vennero adornate da icone, che velocemente diventarono importantissime per i fedeli. Infatti, erano concepite come una via per unirsi a Cristo, una porta che introduce al Regno Celeste.
In Russia le icone non venivano venerate solo nelle chiese, ma venivano poste sulle porte della città, portate alla testa degli eserciti sui campi di battaglia o in processione per le vie e i campi per scongiurare pericoli o richiedere la grazia di raccolti abbondanti. Ma era soprattutto nelle case che venivano custodite, dove venivano esposte le icone protettrici della famiglia a cui si rivolgeva la preghiera più intima. Sono queste tavole, di dimensioni più contenute, ad essere giunte maggiormente a noi.