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'Adamas', invincibile

Il meraviglioso mondo dei diamanti
‘Adamas’, invincibile. Così descrivevano il raro minerale trasparente i Greci, affascinati soprattutto dalla sua durezza e resistenza. Il termine diamante, con cui viene chiamata questa pietra al giorno d’oggi, deriva proprio dalla corretta ed efficace denominazione ellenica. Da sempre considerato il re delle gemme, il diamante racchiude al suo interno una storia meravigliosa, ricca di tradizioni e di mutamenti. Il suo scintillio incanta chiunque lo guardi. Tuttavia, a renderlo la pietra preziosa più ambita di tutte è la sua rarità.
Anello con diamante di taglio a cuore
Italia
Orecchini con diamanti di taglio antico
Italia, XIX secolo
Collana con diamante di taglio a brillante
Italia
Si definisce gemma un materiale avente delle precise proprietà estetiche e
fisiche, tali da essere adatto a scopi ornamentali. Generalmente una pietra è
da considerarsi preziosa se è sufficientemente bella, sufficientemente
durevole e sufficientemente rara. Il diamante soddisfa appieno tutti questi
requisiti!
Per spiegare i motivi della sua popolarità, bisogna partire dalla sua formazione e dal suo assetto atomico. Essenziale è il fatto che i suoi atomi, quasi esclusivamente di carbonio (C), siano disposti secondo una rigida e compatta struttura cristallina cubica, responsabile di tutte le sue particolari caratteristiche. Infatti, è proprio per la disposizione delle sue particelle fondamentali, che il diamante è il materiale più duro che esista in natura, come provò Friedrich Mohs già nel 1812.
 
Perché si formi del materiale diamantifero, il carbonio deve trovarsi in specifiche condizioni di pressione e temperatura. Di fatti, in natura esistono altri composti puri di carbonio che, se organizzato in modo diverso, si presenta sotto forme diverse, ad esempio come grafite. Tuttavia, sarebbe difficile regalare un solitario “che duri per sempre” se si potesse poi cancellare con la gomma!
Spilla con diamanti di taglio antico
Italia, anni ‘30
Il diamante si genera esclusivamente nel mantello terreste in un processo a noi per lo più oscuro. L’unica certezza è che una gemma naturale non si può costruire in un giorno, ma si forma in centinaia di milioni di anni. Studi scientifici hanno comprovato che i diamanti più giovani mai trovati in superficie devono essersi formati almeno 990 milioni di anni fa.
 
Se già la formazione è cosa complicata e degna di nota, anche l’ascesa in superficie non è un fatto da nulla. Sono le violente eruzioni vulcaniche che trascinano a noi le rocce formatesi a 200 km e più di profondità. Così, è possibile trovare diamanti sia nei cosiddetti ‘giacimenti primari’ , ossia nei camini vulcanici inattivi, che nei ‘giacimenti secondari’ , identificabili soprattutto negli alveoli dei fiumi, dove i minerali vengono trascinati per effetto dell’erosione dei vulcani.
Anello con diamanti di taglio antico
Italia, anni '20
Orecchini con diamanti di taglio a rosa
Italia, XIX secolo
I PRIMI TAGLI
 
L’amore per il diamante non è certo cosa recente. In occidente i diamanti arrivarono per la prima volta dopo le spedizioni di Alessandro Magno, nel IV secolo a.C . Quel territorio, che ora si identifica come India, rimase l’unico produttore di diamanti per più di due millenni. Nonostante le gemme migliori rimanessero in loco, perché considerate proprietà privata dei sovrani, molte altre arrivavano nel continente europeo. Anche i Romani furono conoscitori dei diamanti, tanto che anche Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (I sec. d.C.) scrisse «non solo tra le pietre più preziose, è al diamante che attribuiamo il maggiore valore».
Probabilmente la popolarità del diamante diminuì nel corso del Medio Evo, periodo in cui si prediligevano gemme colorate a cui venivano attribuiti poteri terapeutici. Solo quando la Repubblica Serenissima di Venezia ottenne il  monopolio del commercio dei diamanti nel XII secolo, questi preziosi minerali ritornano in voga diventando i protagonisti della gioielleria mondiale. Con l’importo massiccio di materiale diamantifero in Europa si cominciarono a sperimentare le prime tecniche di taglio.
 
Primo fra tutti, divenne famoso il taglio “a rosa”, che rimase in auge fino al secolo scorso. Tagliato in questo modo, il diamante presenta una base piatta, e un numero di faccette variabile nella parte superiore. Inizialmente si riuscivano a creare dalle 3 alle 5 faccette, ma nei secoli si arrivò anche fino a 24. Scrisse per primo di questo taglio Benvenuto Cellini, nei sui celeberrimi trattati Dell’ oreficeria e della scultura, del 1568.
Spilla con diamanti di taglio a rosa
Italia, XIX secolo
IL TAGLIO ANTICO
 
 
Il primato dell’India nella produzione di diamanti terminò solo nel 1725,
quando dei ricercatori d’oro portoghesi trovarono delle “rocce trasparenti”
in Brasile. Erano diamanti, e il nuovo continente era gremito di queste
gemme!
 
Tuttavia, sia in India che nelle Americhe si scoprivano solamente
dei giacimenti secondari, senza ma trovare un vulcano spento, ma ancora
intatto dove poter recuperare dei diamanti ancora nel loro luogo di ascesa.
Ci furono importanti campagne di ricerca nei Paesi già esportatori, ma per
più di un secolo non si trovò nulla. Semplicemente si stava cercando nei
luoghi sbagliati.
Orecchini con diamanti di taglio antico
Italia, anni ‘20
Bracciale con diamanti di taglio antico
Italia, anni ‘20
Collana con diamanti di taglio antico
Italia, XIX secolo
Nel 1867 un bambino che stava giocando lungo le sponde del fiume Orange, in sudafrica, si trovò tra le mani un masso luminoso e trasparente. Era il primo diamante d'Africa, che da grezzo pesava oltre 20 carati. Finalmente, pochi anni dopo, nei pressi di Kimberly, si trovarono vari giacimenti primari, che vengono usati ancora oggi.
 
Con la scoperta di tutte questi nuovi depositi, la popolarità del diamante cominciò a crescere a dismisura. Ma ormai, con le nuove tecniche di illuminazione, i tagli più semplici non esaltavano più la luminosità e brillantezza della gemma. Velocemente si arrivò al cosiddetto taglio “antico” , che rendeva le gemme abbastanza rotondeggianti e aveva una buona impostazione delle faccette, sia nella parte superiore che in quella inferiore, regalando un bel scintillio alla pietra.
IL TAGLIO A BRILLANTE

 

Tuttavia, non era ancora abbastanza. Marcel Tolkowsky, discendente da una stirpe di importanti tagliatori di gemme, fu il primo ad applicare le regole dell’ottica alla sfaccettatura del diamante e a stabilire nel suo libro Diamond View (1919) delle precise proporzioni di taglio, perfette per esaltare le caratteristiche del diamante. Partendo dalla sua teoria, i tagliatori di Anversa, capitale europea del diamante, affinarono le ricerche e produssero quello che oggi si chiama taglio “a brillante” , il taglio ideale.

 

Con le sue 57 faccette questo taglio riesce a far brillare tutte le gemme e tutti i gioielli dove vengono inserite. È il sogno di molti, il più desiderato tra i tagli del diamante. Lavorando in questo modo, si sfruttano appieno le proprietà intrinseche della pietra, e si esaltano la sua brillantezza e luminosità creando quel particolare sfavillio che ammalia chiunque lo ammiri. La forma con cui questo taglio si sposa meglio è quella rotonda, ma può essere effettuato anche in molte altre: in quella ovale, a marquise, a goccia ...
Anello con diamante di taglio a brillante
Italia
Anello con diamanti di tagli misti
Italia, anni ‘90
Anello con diamante di taglio antico
Italia, anni '80
Con il passare dei decenni, si scoprirono miniere di diamanti sparse in tutto il mondo: in Russia, Canada, Australia, Finlandia... Per cercare di imitare questa rarissima pietra preziosa si continua a sperimentare creando materiali simili, o addirittura dei veri e propri diamanti realizzati in laboratorio. Tuttavia, seppure queste sostituzioni possano
sembrare accurate a prima vista, esse non riusciranno mai ad eguagliare queste meravigliose gemme, perché non contengono tutti i segreti che la natura ha riposto al loro interno!

Guarda il video per scoprire il mondo dei diamanti, le gemme più affascinanti del mondo. 

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