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Corallo: l'oro rosso del mare

I miti e le leggende del corallo
La conoscenza del corallo e il suo fascino sull’uomo risalgono ad epoche remote, infatti la sua presenza è testimoniata fin dalla preistoria. Alcuni sepolcri neolitici hanno conservato frammenti di corallo, che si ritiene siano stati usati come amuleti. È certo che questo dono della natura già in tempi lontanissimi era tenuto in grande considerazione dagli uomini che lo hanno adattato agli usi più diversi: apotropaico, medicamento, pietra preziosa, moneta, ornamento, fertilizzante …
 
Troviamo il corallo tra i gioielli di una dea sumerica (4000 a.C.); sui mercati asiatici era usato nel baratto già nel 3000 a.C., mentre Zarathustra (VI secolo a.C.) gli attribuì poteri e virtù magiche. Gli antichi Greci davano al corallo una genesi fantastica, infatti come ci riportano Ovidio nelle Metamorfosi e Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, per loro fu il sangue gocciolante dalla testa della gorgone Medusa, recisa da Perseo, a far pietrificare all’istante dei ramoscelli marini che diventarono color cremisi, dando vita al corallo.
Scultura in corallo e malachite
Italia, anni '50
COS'È IL CORALLO?
 
Ritenuto per secoli un vegetale, o tutt’al più un minerale, bisogna arrivare fino all’inizio del XVIII secolo perché il medico marsigliese Payssonnel lo collocasse nel regno animale. Il corallo é infatti l’impalcatura endoscheletrica ramificata di minutissimi animali marini coloniali, detti polipi, appartenenti al Tipo dei Celenterati, classe degli Antozoi, sottoclasse degli Octocoralli.
 
É composto per oltre l’80% da carbonato di calcio cristallizzato sotto forma di calcite e da carbonato di magnesio, ossido di ferro  altre sostanze organiche in percentuali variabili. L’impalcatura del corallo é formata da un asse centrale perpendicolarmente al quale, con disposizione radiale, si formano i vari rami.
Spilla con corallo del Pacifico
Italia, anni ‘60
Collana con corallo sardo
Italia, XIX secolo
DOVE SI TROVA?
 
Il nome corallo é usato per descrivere più di 7000 specie di animali appartenenti alla classe degli Antozoi, tuttavia é importante distinguere tra ‘corallo prezioso’ e ‘corallo comune’ . Il corallo che si trova nelle barriere coralline, quello ‘comune’ che si può ammirare a profondità relativamente basse, non viene usato in gioielleria e, facendo parte delle specie protette, non può essere pescato. Il ‘corallo prezioso’ si trova a oltre 50 metri di profondità e vive in ecosistemi completamente differenti rispetto a quello ‘comune’ . Solo otto specie di corallo appartengono a questa categoria, e sono quelle che vengono utilizzate nella gioielleria di lusso.
 
Il Corallium rubrum, commercialmente chiamato Sardegna, si trova nel bacino del Mediterraneo e si distingue per il suo colore rosso intenso e vibrante sempre uniforme. Si presenta con una forma ‘a cespuglio’ i cui cespi possono raggiungere al massimo 50-60 cm di altezza e 20 cm in media di larghezza.
Nel rubrum si deve collocare anche il corallo Sciacca, che si distingue per la bellissima sfumatura rossa aranciata. Questo eccezionale corallo é stato trovato verso la fine del XIX secolo al largo dell’omonima città nelle coste Siciliane, ma é da considerarsi ormai esaurito. Tra il 1875 e il 1880 si scoprirono tre enormi giacimenti di corallo morto, probabilmente trascinato dalle correnti, depositato sul fondale marino a più di 150 metri di profondità e ricoperto da uno strato superficiale di corallo nuovo, ancora vivo. Questa “pesca miracolosa” cambiò le sorti del commercio del corallo e da allora, quella di Sciacca, è ritenuta una delle colorazioni più belle, assolutamente insolita per il Mediterraneo.
Collana con corallo di Sciacca
Italia, primo '900
Collana in corallo del Pacifico
Italia, anni ‘60
L’altro importante luogo di pesca di ‘corallo prezioso’ é l’Oceano Pacifico settentrionale. Rispetto a quello del Mare Nostrum, questo tipo di corallo ha una forma ‘a ventaglio’ appiattito le cui dimensioni raggiungono al massimo i 70-80 cm sia di altezza che di larghezza. Anche per quanto concerne il colore tra questo corallo e quello del Mediterraneo c’é una notevole differenza, infatti quello del Pacifico presenta una vastissima gamma cromatica che va dal bianco al rosso cupo, ed é sempre caratterizzato da macchie, sfumature e venature contrastanti, comunemente chiamate ‘anima’ .
 
Nell’ Oceano Pacifico si trovano diverse specie di corallo:
-il Corallium japonicum, commercialmente conosciuto come Moro (Aka), si trova a 200-300 metri di profondità nel Mar del Giappone ed é di colore rosso scuro e scurissimo;
- il Pleucorallium elatius si trova fra il Giappone e le Filippine ad una profondata di 250-400 metri. Viene commercialmente distinto in due tipi a seconda della sua colorazione: il Cerasuolo che è di colore rosso fino all’arancione, notevolmente chiazzato; e il Boké di varie tonalità di rosa fra le quali la più preziosa è la cosiddetta ‘Pelle d’Angelo’ , che presenta un colore rosa pallido ed è generalmente priva di difetti superficiali;
Collana in corallo del Pacifico
Italia, anni ‘70
Collana in corallo del Pacifico
Italia, anni ‘60
- il Pleucorallium konojoi viene chiamato Bianco o Shiro per la sua colorazione lattea con poche e piccole macchie rossastre e si trova tra il Giappone e le Filippine ad una profondità di 100-200 metri;
 
- l’ Hemicorallium sulcatum, chiamato Miss o Misu, viene pescato tra Giappone e Filippine tra i 200 e i 300 metri di profondità, ed ha una colorazione rossa o rosea;
- il Pleucorallium secundum, denominato Midway, poiché si trova nell’Arcipelago delle Midway ad una profondità di 350-450 metri, presenta una colorazione bianca o rosata solitamente punteggiata o striata di rosso.
 
- l’ Hemicorallium regale, scoperto negli anni ’70 nell’Arcipelago delle Hawaii a 400-600 metri di profondità , è di colore rosa violaceo con venature rosso granato, da cui deriva il nome commerciale Garnet;
 
- l’ Hemicorallium laauense, chiamato Deep Sea in quanto è l’unica specie che si pesca ad una profondità di 800-2000 metri, nell’Arcipelago delle Hawaii, é di colore rosso, da chiaro a scuro, mai uniforme.
Collana con corallo del Pacifico
Italia, anni ‘70
PESCA E LAVORAZIONE
 
La prima pesca del corallo ha origini antichissime e fu del tutto casuale, infatti i rametti, impigliandosi sulle reti dei pescatori, vennero portati alla luce facendosi così conoscere ed apprezzare. Fino al XIX secolo la pesca del corallo era concentrata solo nel Mar Mediterraneo, soprattutto al largo delle coste italiane e africane, dove arrivavano pescatori da varie città tirreniche: Genova, Livorno, Marsiglia, Napoli e Trapani.
 
Per molto tempo il corallo era usato come ornamento, lasciato grezzo, così come veniva pescato. A partire dal Rinascimento, i Trapanesi per primi si specializzarono anche nella lavorazione del corallo incidendolo e incastonandolo su oggetti sacri e di uso domestico. Così il corallo entrò nella vita quotidiana delle persone di tutte le classi sociali in tutta Europa.
Collana con corallo del Pacifico
Italia, primo '900
Anello con corallo sardo
Italia, anni '50
Dalla fine del Settecento cominciarono a distinguersi i pescatori di Torre del Greco, che crearono una flotta di barche specializzate nella pesca del corallo, le cosiddette ‘coralline’ . Queste imbarcazioni piccole e agili erano munite di un particolare strumento, la Croce di Sant’Andrea, formato da due assi di legno incrociati alle cui estremità erano sistemati i ‘cordazzi’ dove si impigliavano i rami di corallo che più sporgevano. Questo tipo di pesca, definito ‘a strascico’ , è oggi completamente abbandonata e sostituita dalla ‘pesca selettiva’ effettuata dai moderni sub specializzati e sottoposta a rigide norme.
A inizio Ottocento aprì a Torre del Greco la prima fabbrica di lavorazione del corallo a cui Ferdinando IV di Borbone concesse il monopolio. Ben presto il corallo divenne il punto di forza dell’economia torrese tanto che, nonostante l’iniziale divieto, cominciarono a sorgere molti altri centri specializzati nell’arte dell’incisione.
 
Tra Sei e Ottocento maestranze trapanesi e napoletane realizzarono capolavori di raffinato virtuosismo: capezzali, acquasantiere, cofanetti, gioielli e gruppi scultorei, ancora oggi molto apprezzati dal mercato internazionale.
Orecchini con corallo srado
Italia, primo '900
Fondamentale fu anche l’istituzione della Scuola per la lavorazione del corallo (1878) che insegnò il mestiere ai giovani Torresi migliorando sempre più la qualità della produzione artistica. Da questo momento in poi la storia del corallo va di pari passo con la storia di Torre del Greco che rimane ancora oggi la città in cui confluisce molto del grezzo internazionale, che viene qui  finemente lavorato ed esportato in tutto il mondo.

Guarda il video per vedere da vicino tutti i nostri gioielli con corallo. 

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