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Cento anni di spille

Storia di un gioiello tra funzione, linguaggio e identità
Tra tutti i gioielli, la spilla occupa una posizione singolare: non è vincolata a una parte specifica del corpo, non impone una misura, non obbliga a una gerarchia formale, inoltre può essere centrale oppure marginale, funzionale o puramente simbolica. Proprio per questa sua natura mobile e versatile, la spilla attraversa il tempo adattandosi ai mutamenti del gusto, del costume e della società con una sorprendente capacità di trasformazione.
 
Osservarne l’evoluzione dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri significa leggere, in scala ridotta, la storia del gioiello moderno.
Spilla - pendente in platino con diamati
Italia, primo '900
Alla fine del XIX secolo la spilla è un oggetto fortemente connotato sul piano sociale. Inserita in un contesto ancora regolato da un abbigliamento strutturato e cerimoniale, essa svolge una funzione pratica precisa, fissando capi e accessori, ma assume al tempo stesso un ruolo di rappresentanza. Le montature sono complesse, spesso realizzate in oro a titolo elevato, arricchite da gemme centrali o da composizioni articolate.
 
La spilla è percepita come segno di decoro e di stabilità, frequentemente legata alla trasmissione familiare e al dono. La sua presenza è visibile, dichiarata, integrata in un sistema di valori in cui il gioiello parla apertamente di status.
Spilla con diamanti e smalti
Italia, XIX secolo
Spilla - pendente con diamanti e perle
Italia, primo '900
Con l’inizio del Novecento e il progressivo alleggerimento dell’abbigliamento femminile, la spilla inizia a modificare il proprio linguaggio. Le forme si semplificano, le dimensioni si contengono, le linee diventano più fluide. Pur mantenendo una funzione di fissaggio, l’oggetto interpreta una nuova idea di eleganza borghese, meno rigida e più personale.
 
La spilla non è più necessariamente il centro dell’ornamento, ma dialoga con il tessuto e con il movimento del corpo, adattandosi a una quotidianità ancora formale ma meno vincolata.
Negli anni della Prima guerra mondiale la spilla riflette il clima di sobrietà imposto dalle circostanze storiche.
 
I materiali preziosi diventano meno accessibili, le lavorazioni tendono alla riduzione. La funzione torna a prevalere sulla decorazione e l’oggetto si fa più discreto. In questo periodo la spilla perde gran parte della sua carica simbolica tradizionale e viene percepita come un elemento pratico, adatto a un abbigliamento essenziale e funzionale, coerente con una società chiamata alla resistenza e alla razionalizzazione.
Spillone con perla, rubini e diamanti
Italia, anni '10
Spilla in platino con diamanti
Italia, anni '20
Gli anni Venti segnano una svolta profonda e la spilla diventa uno dei gioielli privilegiati della modernità. Le forme si geometrizzano, le composizioni si stilizzano, l’ornamento si libera da qualsiasi residuo narrativo. La spilla non è più soltanto un complemento dell’abito, ma un segno grafico, talvolta audace, che può essere spostato, reinventato, indossato in posizioni non convenzionali.
 
La percezione dell’oggetto cambia radicalmente: da simbolo di stabilità a espressione di autonomia e dinamismo.
Negli anni Trenta, in parallelo con un generale ritorno all’equilibrio formale, la spilla si orienta verso soluzioni più controllate e razionali.
 
La geometria diventa struttura, il progetto prevale sull’effetto. Le superfici si fanno più compatte, le composizioni più misurate. In questo contesto la spilla assume un carattere quasi architettonico, riflettendo un gusto colto e una nuova attenzione alle proporzioni. È un gioiello che comunica disciplina e coerenza, più che seduzione.
Spilla con diamanti e zaffiri
Italia, anni '30
Spilla in oro
Italia, anni ‘40
Gli anni Quaranta e il secondo dopoguerra rappresentano uno dei momenti più significativi nella storia della spilla, che diventa spesso il campo di maggiore sperimentazione all’interno della gioielleria, assumendo una dimensione scultorea. I volumi sono compatti, le superfici lasciano leggere la lavorazione, le chiusure sono progettate per garantire solidità e durata. L’oggetto non è più percepito come segno di ostentazione, ma come elemento identitario, capace di accompagnare l’uso quotidiano.
 
In questo periodo, caratterizzato da una produzione prevalentemente artigianale e spesso anonima, la spilla si afferma come micro‑struttura, sintesi di progetto e necessità.
Con gli anni Cinquanta, complice la ricostruzione economica e un clima di rinnovato ottimismo, la spilla recupera una dimensione decorativa più evidente. Le forme restano controllate, ma l’ornamento torna a dialogare con una femminilità elegante e consapevole.
 
Questo gioiello si inserisce con naturalezza nel guardaroba quotidiano, mantenendo una funzione pratica ma recuperando una maggiore attenzione alla luce e alla composizione.
Spilla con diamanti
Italia, anni '50
Spilla - pendente in corallo
Italia, anni ‘70
I decenni successivi, tra anni Sessanta e Settanta, vedono la spilla allontanarsi progressivamente dai codici tradizionali. I materiali si diversificano, le forme si fanno concettuali, talvolta provocatorie. L’oggetto può perdere la funzione originaria per diventare dichiarazione, simbolo, gesto.
 
In questo periodo la spilla oscilla tra gioiello, accessorio di moda e oggetto d’arte applicata, riflettendo una società in rapido mutamento e una crescente libertà espressiva.
Negli anni Ottanta e Novanta la spilla vive una fase complessa. Da un lato viene reinterpretata dal design e dalla moda come elemento iconico; dall’altro conosce un ridimensionamento nel costume quotidiano. Non è più indispensabile, ma diventa scelta intenzionale, segno distintivo di stile o di appartenenza culturale.
 
La percezione di questo gioiello si sposta definitivamente dall’obbligo all’opzione.
Spilla con diamanti e zaffiri
Italia, anni '80
Spilla in platino con diamanti
Italia, primo '900
Nei primi anni 2000 la spilla vive un momento di flessione, diventando quasi un gioiello di nicchia.
 
Il gesto di indossare una spilla non è più dettato dalla moda, ma dalla volontà di stabilire un legame con la memoria, con la storia o con un linguaggio personale. In un panorama dominato dalla rapidità e dalla riproducibilità, la spilla torna a essere scelta consapevole, capace di attraversare epoche e significati. Cresce così l’interesse per le spille d’epoca, amate e collezionate per la grande qualità artigianale con cui sono state realizzate.
Negli ultimi anni si assiste a un mutamento ulteriore, più visibile e significativo. La spilla torna a occupare uno spazio concreto nel modo di vestire, non più come residuo nostalgico, ma come elemento contemporaneo a tutti gli effetti. Questo ritorno interessa in modo trasversale sia l’abbigliamento femminile sia quello maschile, segnando una rottura con decenni di rigidità accessoria.
 
La spilla viene nuovamente indossata su giacche, cappotti, maglieria e abiti, reinterpretata come segno grafico, come punto di tensione visiva, come accento personale che sfugge alla standardizzazione.
Spilla con corallo e diamanti
Italia, anni '60
Così, dopo aver attraversato più di un secolo di trasformazioni, la spilla dimostra ancora una volta la propria capacità di adattamento. Piccola per dimensioni ma densa di significato, continua a offrire una lettura privilegiata del rapporto tra ornamento e identità. Lontana dalle mode passeggere, resta uno dei gioielli più eloquenti e resilienti della modernità, capace di parlare al presente senza rinunciare alla propria memoria.
Spilla in platino con diamanti
Italia, primo '900

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