All’interno della produzione di Archimede occupano un posto di rilievo le sculture zoomorfe e, più in generale, le figure. Gli animali in massello — pesci, uccelli, cavallucci, felini, cani — non sono esercizi di stile ma un punto d’incontro fra osservazione e stilizzazione. La resa del movimento avviene attraverso curve continue, allungamenti, compressioni mirate e un uso controllato del colore, spesso disposto in strati o in sfumature puntuali.
Il risultato è un repertorio di esemplari che mantengono leggibilità figurativa e insieme densità materica, con dettagli come l’occhio applicato, la pinna sottile, la torsione del collo a definire l’identità dell’opera. Agli animali si affiancano figure umane e composizioni decorative dove filigrana, merletti e piume aggiornano l’eredità cinquecentesca in chiave moderna: qui l’intreccio delle canne non è mero virtuosismo, ma disegno che sostiene il volume.