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Tesori del mare

Bellezza, valore e attualità delle perle
LE ORIGINI DELLE PERLE
 
 
Tra tutte le gemme, la perla è considerata da sempre una delle più affascinanti e misteriose. La sua bellezza nasce da un processo biologico complesso che, per secoli, ha alimentato leggende, commerci e innovazioni tecniche. A differenza delle gemme minerali, che devono essere estratte e poi lavorate dall’uomo, le perle sono il risultato diretto dell’attività di organismi viventi, nello specifico molluschi perliferi, che creano capolavori incantevoli. È questa natura organica, unita a quella particolare lucentezza delle perle, chiamata oriente, a posizionarla tra le gemme più amate e ricercate di ogni tempo.
 
Il processo di formazione è tanto semplice quanto affascinante. Quando un corpo estraneo, come un granello di sabbia o un piccolo parassita, penetra accidentalmente nel mantello di un mollusco, l’animale reagisce difendendosi. Così, secreta progressivamente strati sottilissimi di madreperla, detta anche nacre, che avvolgono l’intruso, trasformandolo lentamente in una piccola sfera preziosa.
Anello con perla South Sea
Italia
In natura questo fenomeno è rarissimo e richiede molti anni, motivo per cui le perle naturali sono sempre state considerate tesori di eccezionale valore.
 
Per secoli, infatti, l’uomo ha potuto affidarsi soltanto a queste gemme nate dal caso e pescate soprattutto nei mari del Golfo Persico, dell’India e dello Sri Lanka, nei fondali del Mar Rosso e lungo le coste giapponesi. Le perle naturali erano talmente rare da valere più dell’oro, ed erano riservate a sovrani, imperatori e sultani, fino a diventare simbolo di potere e privilegio. Già in epoca romana le perle erano considerate il massimo simbolo di lusso: si racconta che una delle ragioni che spinsero Giulio Cesare a conquistare le terre anglosassoni fosse la presenza più abbondante di perle rare e preziose lungo quelle coste.
Orecchini di perle naturali
Italia, XIX secolo
Collana con perle Akoya
Italia, anni '70
LA RIVOLUZIONE DELLA COLTIVAZIONE
 
La pesca intensiva, però, portò ben presto al depauperamento dei banchi naturali di molluschi e rese necessaria una soluzione alternativa. La svolta arrivò tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in Giappone, dove si perfezionarono le prime tecniche di coltivazione artificiale.
 
Kokichi Mikimoto, figlio di un ristoratore di noodles, era affascinato dall’importanza che avevano le perle nella cultura giapponese e si impegnò per trovare il modo di “aiutare la natura” a crearle invece di attendere il caso. Dopo anni di tentativi e fallimenti, nel 1893 riuscì a ottenere la prima perla semisferica coltivata in un mollusco di Pinctada fucata martensii.
La vera rivoluzione, però, avvenne negli anni ’10 del Novecento, quando le ricerche di Tokichi Nishikawa e Tatsuhei Mise
consentirono di produrre perle sferiche del tutto simili a quelle naturali. Da questa rivoluzione nacquero le perle coltivate giapponesi, note con il nome di Akoya, di dimensioni generalmente contenute ma di una lucentezza inconfondibile. La procedura sviluppata prevede un intervento chirurgico sul mollusco durante il quale viene inserito un piccolo nucleo di madreperla insieme a un frammento di tessuto epiteliale.
 
Quest’ultimo stimola la secrezione della nacre, che negli anni ricopre il nucleo, dando vita alla perla. Dopo un periodo di coltivazione in mare, che può durare dai due ai quattro anni, i molluschi vengono raccolti e le perle estratte con cura.
 
Bracciale di perle Akoya
Italia, anni '60
Collana di perle South Sea
Italia
Negli anni ’50 i Giapponesi portarono la loro tecnologia anche in Australia, dove avviarono allevamenti di Pinctada maxima, un mollusco in grado di produrre le celebri perle del Mare del Sud, anche dette perle South Sea, di dimensioni imponenti e tonalità raffinatissime, dal bianco argentato al dorato.
 
Parallelamente, in Polinesia francese si sviluppò la coltivazione della Pinctada margaritifera, produttrice delle iconiche perle di Tahiti, con i loro colori scuri e iridescenti che spaziano dal verde pavone al grigio antracite. Qui, a differenza di altre aree, la produzione è regolata dal governo, che stabilisce standard di qualità e quantità annuali per evitare il crollo dei prezzi e preservare l’equilibrio del mercato, così le perle South Sea Black sono tra le più prestigiose e riconoscibili al mondo.
A partire dagli anni ’70 si sono diffuse anche le perle coltivate in acqua dolce, prodotte in grandi allevamenti nei laghi della Cina. Questa coltivazione intensiva ha però generato una sovrapproduzione che, da un lato, ne ha drasticamente ridotto il valore commerciale e, dall’altro, ha causato un forte e dannoso impatto ambientale.
Orecchini con perle South Sea Black
Italia
Anello con perle Akoya
Italia, anni ‘60
VALORE ED ELEGANZA SENZA TEMPO
 
Il valore di una perla dipende da molteplici fattori. Fondamentali sono la lucentezza, ossia la qualità con cui la superficie riflette la luce e l’oriente, che indica la profondità iridescente dovuta alla sovrapposizione degli strati di madreperla. Anche la forma è un fattore determinante: le più rare sono perfettamente sferiche, ma le cosiddette barocche, irregolari e uniche, hanno un fascino tutto particolare. La dimensione è un ulteriore parametro: più il diametro aumenta, più cresce il pregio. Infine, il colore contribuisce a creare un’infinita varietà di sfumature, dal bianco latte al rosa delicato, fino al grigio e al nero, con combinazioni che rendono ogni perla diversa dall’altra.
A testimonianza del loro valore straordinario, si racconta che nel 1917 Pierre Cartier acquistò la Cariter Mainson sulla Fifth Avenue a New York pagando il proprietario con tre fili di perle naturali di eccezionale pregio.
 
A partire dal Rinascimento, le perle hanno sempre distinto i gioielli di regine e nobildonne, come testimoniano la maggior parte dei ritratti dell’epoca, invece con la coltivazione giapponese, nel Novecento, le perle entrarono a pieno titolo nell’oreficeria moderna, diventando un accessorio immancabile nell’eleganza femminile. Basti pensare a icone come Coco Chanel, che ne fece un segno distintivo, o Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.
Collana con perle South Sea Black
Italia
Le perle non sono semplici gemme, ma autentici miracoli biologici. Attraverso il lavoro silenzioso dei molluschi e l’ingegno umano che ha saputo perfezionarne la coltivazione, continuano ad essere un simbolo di eleganza e raffinatezza, capaci di attraversare i secoli e reinventarsi continuamente. Oggi come ieri, rimangono emblema di prestigio e delicatezza, adatte tanto a gioielli classici quanto a creazioni di alta gioielleria dal gusto moderno, confermando un valore che va ben oltre quello commerciale e si radica nel mito eterno della bellezza naturale.
Collana di perle South Sea
Italia

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