La vera rivoluzione, però, avvenne negli anni ’10 del Novecento, quando le ricerche di Tokichi Nishikawa e Tatsuhei Mise
consentirono di produrre perle sferiche del tutto simili a quelle naturali. Da questa rivoluzione nacquero le perle coltivate giapponesi, note con il nome di Akoya, di dimensioni generalmente contenute ma di una lucentezza inconfondibile. La procedura sviluppata prevede un intervento chirurgico sul mollusco durante il quale viene inserito un piccolo nucleo di madreperla insieme a un frammento di tessuto epiteliale.
Quest’ultimo stimola la secrezione della nacre, che negli anni ricopre il nucleo, dando vita alla perla. Dopo un periodo di coltivazione in mare, che può durare dai due ai quattro anni, i molluschi vengono raccolti e le perle estratte con cura.