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Oro, il metallo più prezioso

Simbolo di purezza, valore e lealtà
Simbolo di purezza, valore e lealtà ma anche, inevitabilmente, di sfarzo e ricchezza, l’oro è il metallo da sempre più apprezzato dagli uomini perché perfetto per realizzare ornamenti e gioielli, ma anche oggetti rituali o simbolici e strumenti tecnici. Il suo nome latino Aurum dà origine al simbolo chimico Au, che fa parte dell’undicesimo gruppo della tavola periodica degli elementi, con numero atomico 79.
 
Si tratta di un metallo caratterizzato da grande malleabilità e duttilità e, per questa sua peculiarità, 1 grammo di oro può essere steso a ricoprire la superficie di 1 metro quadrato oppure, se trafilato, può essere trasformato in un filo lungo circa 1 chilometro.
Spilla in oro giallo 18 karati
Italia, XIX secolo
Orecchini in oro giallo 18 karati
Italia, anni '80
Anello in oro bianco 18 karati
Italia, anni '60
L’oro fa parte dei metalli nobili, così come l’argento, il platino, il palladio e pochi altri, che si distinguono per la loro resistenza e inalterabilità e per il fatto che tendono a ossidarsi poco a contatto con l’aria e l’acqua. L’elevata inerzia chimica dell’oro ne ha fatto un materiale ideale per la produzione di oggetti destinati a durare nel tempo, primi fra tutti monete e gioielli. Tuttavia, con il passare dei secoli, questo metallo è stato sfruttato anche in molti altri campi.
Dato che si tratta di un ottimo conduttore di elettricità, troviamo oro in tutti i dispositivi elettronici che utilizziamo quotidianamente, dove forma contatti e conduttori di dimensioni microscopiche. Per proteggersi dalle onde luminose, anche quelle ultraviolette e infrarosse, le visiere delle tute spaziali contengono una lamina d’oro, l’unico materiale in grado di preservare gli astronauti dalla luce del sole.
 
Sono vari gli impieghi dell’oro nel campo medico, specialmente nel settore odontoiatrico ma anche, ad esempio, in terapie antitumorali. Infine, è possibile usare la polvere o la foglia d’oro in molti modi, dalla cucina fino alle arti decorative, per esempio nella pittura ma anche nel vetro di Murano
Vaso in vetro di Murano con foglia oro
E. Barovier, anni ‘50
L’oro è conosciuto dall’uomo fin dalla preistoria ed è stato il primo metallo ad essere usato dalla specie umana, fatto significativo se si pensa che con questo non possono essere realizzati né utensili quotidiani né armi per la difesa. Nel corso dei secoli, questo metallo è stato usato da tutte le civiltà come merce di scambio e come ornamento. Gli antichi Egizi lo descrivono come “comune come la polvere”, tanto era diffuso lungo le sponde del Nilo e dei suoi affluenti; l’Antico Testamento è ricco di citazioni su questo metallo e nella Bibbia viene presentato addirittura come simbolo della regalità di Cristo, portatogli in dono dai Re Magi. Anche nel Buddhismo l’oro ricopre una posizione essenziale, tanto da essere considerato uno dei sette tesori ed equiparato alla fede o alla retta convinzione.
 
Tralasciando, forse ingiustamente, il periodo medievale, quando l’oro si utilizzò ampiamente come decorazione delle maggiori chiese, cappelle e palazzi, si può di sicuro asserire che le esplorazioni delle Americhe, dopo il primo sbarco di Colombo nel 1492, furono spinte soprattutto dal fatto che gli esploratori del Vecchio Continente vennero attratti dai racconti su grandi monili d’oro posseduti dalle popolazioni native e sulla possibile presenza di enormi giacimenti nelle “nuove terre”.
Pendente in oro giallo 18 karati
Italia, anni '60
Anello in oro giallo e bianco 18 karati
Italia, anni '80
Collana in oro giallo, bianco e rosa 18 katrati
Italia, anni '80
Questo fenomeno è continuato fino al XIX secolo, con la corsa all’oro che spinse alla colonizzazione di aree come la California, il Colorado e l’Ontario centrale. Anche l’Australia fu un continente che interessò particolarmente gli esploratori anche per la presenza del metallo giallo. Dal 1880 fu il Sud Africa ad essere la maggiore fonte di oro e città come Johannesburg sono state edificate proprio per dare alloggio ai minatori di uno dei più grandi giacimenti di oro al mondo. Dal 2007, tuttavia, la Cina è il principale produttore mondiale di oro, con l'11% della produzione globale, seguita dalla Russia.
Anche in Italia si può trovare oro in fiumi come il Po e il Ticino, che costituivano il punto di rifornimento per gli antichi Romani, ma ci sono anche dei giacimenti auriferi primari, in particolare il più grande è quello del Monte Rosa che, per motivi sia ambientali che di costi, non viene sfruttato.
 
L’ultima miniera attiva in Italia fu quella di Furtei, nel sud della  Sardegna, chiusa ormai vent’anni fa. Tuttavia il nostro Paese detiene un primato assolutamente importante: dal 1988 è il maggior trasformatore di oro al mondo con 450-500 tonnellate di metallo lavorate all’anno.
L’oro si può trovare o nei giacimenti primari come venature di altre rocce e minerali, come ad esempio il quarzo, o nei giacimenti secondari, ossia i depositi alluvionali dove si è accumulato in seguito all’erosione delle rocce primarie e si trova sotto forma di pagliuzze, grani o in agglomerati più grossi, le pepite. Tuttavia, vista l’enorme duttilità di questo metallo, non può essere usato in gioielleria allo stato puro poiché rischierebbe di cambiare troppo facilmente forma e addirittura di rompersi.
 
Perciò, per ottenere maggior resistenza, l’oro viene lavorato in lega con altri metalli. Le leghe si distinguono in base al rapporto tra la quantità di oro presente e la quantità di metallo diverso e sono esprimibili sia in karati che in millesimi. L’oro puro, ossia il materiale dove 999,99 su 1000 parti sono costituite da questo metallo, è il 24 karati. Il 18 karati, quindi, avrà 18 parti di oro puro e 6 parti di altri metalli, che equivale a dire 750 parti di oro su 1000. L’oro giallo 18 karati è composto da 750 parti di oro puro e il rimanente è suddiviso in pari quantità di rame e argento.
Bracciale in oro giallo e bianco 18 karati
Italia, anni '40
Anello in oro rosso e bianco 18 karati
Italia, anni ‘40
Bracciale in oro rosso 18 karati
Italia, anni ‘40
Le leghe d’oro sono essenziali anche per conferire una colorazione diversa dal giallo agli ornamenti. Partendo dalla formula per creare l’oro giallo, e aumentando sempre di più la quantità di rame, a discapito dell’argento, si arriverà ad avere colorazioni rosee e, infine, rosse. La lega con cui si realizza l’oro bianco, invece, è composta sempre da 750 parti di oro e dalle restanti 250 parti da palladio o platino o, in passato, da nichel.
Da sempre considerato come rifugio sicuro per gli investitori, l'oro ha avuto una storia ricca e variabile in termini di quotazioni. Il prezzo dell'oro ha seguito sfide economiche, politiche e sociali globali, mostrando un'evoluzione notevole nel corso del tempo. L’economia delle società moderne è stata a lungo basata sul ‘Gold Standard’ o sistema aureo, che prevede che la quantità di denaro in circolazione in un Paese corrisponda al valore delle riserve d’oro del Paese stesso. 
Fino agli anni Sessanta, l’andamento del prezzo dell'oro rimase relativamente stabile grazie all'accordo di Bretton Woods, che legava la sua valutazione al dollaro statunitense, il quale a sua volta era ancorato all'oro a un tasso fisso di 35 dollari per oncia, equivalenti circa all’attuale 1€ al grammo.
Bracciale in oro bianco 18 karati
Italia, anni '80
Spilla - pendente in oro giallo 18 karati
Austria, XIX secolo
Questo accordo venne sciolto nel 1971 e da quel momento il prezzo dell'oro fu lasciato fluttuare liberamente nel mercato. Ne seguì una straordinaria crescita delle quotazioni: tra il 1970 e il 1980 l'oro passò da circa 1€ al grammo a un picco di oltre 18€ per grammo, sempre basandoci sul valore dell’Euro attuale.
 
Negli anni '80 e '90, il prezzo dell'oro fu influenzato da una maggiore stabilità economica globale, da bassi tassi di inflazione e da una diminuzione della domanda di oro come investimento. Durante questo periodo, l'oro oscillò tra i 10 e i 14€ per grammo.  Il tumulto politico degli anni 2000 portò a un rapido aumento del prezzo dell'oro, che si stabilizzò per un lungo periodo a un livello medio di 40€ al grammo, con un picco di 44€ nel 2011.
Recentemente, abbiamo assistito a una crescita esponenziale del valore dell'oro: dopo la pandemia di Covid-19 e lo scoppio dei conflitti tra Russia e Ucraina e tra Israele e Palestina, l'oro ha raggiunto picchi inimmaginabili e continua a crescere. Ad Aprile 2025 ha raggiunto il valore massimo assoluto di 93€ al grammo e la previsione è di un ulteriore rialzo.
Pendente in oro bianco 18 karati
Italia, anni ‘30
Collana in oro giallo e bianco 18 karati
Italia, anni '70
Orologio Zenith in oro bianco 18 karati
Svizzera, anni '60
Per riconoscere se un gioiello è effettivamente in oro e di che karatura si tratta, esistono vari metodi, ma alcuni sono troppo “casalinghi” e inaffidabili per essere considerati validi. È importante affidarsi a un professionista esperto, che verifica il metallo seguendo due passaggi. Prima si ricercano i marchi dell’oro, infatti in Italia, per motivi di trasparenza del mercato, è obbligatorio specificare il titolo, vale a dire la lega, dei metalli preziosi mediante un punzone che indica la
quantità di metallo puro presente nell’oggetto. I gioielli realizzati in oro 18 karati mostreranno il numero 750, racchiuso in una losanga orizzontale, in zone poco visibili; negli anelli, ad esempio, si trova sempre all'interno del gambo.
 
Tuttavia, per poter dare una valutazione definitiva, bisogna effettuare una prova con un acido specifico. Come detto, l’oro è un metallo che non viene intaccato da quasi nessun tipo di agente, compresi gli acidi, perciò, a contatto con questi liquidi professionali, l’oro rimarrà immutato, mentre tutte le sue imitazioni cambieranno colore o si corroderanno.
L'oro è uno dei metalli più straordinari della storia umana, caratterizzato da una combinazione unica di bellezza, rarità e proprietà fisiche e chimiche senza pari, che lo hanno reso un materiale insostituibile non solo nella gioielleria, ma in molti aspetti della vita quotidiana. Oltre alle sue applicazioni pratiche, l'oro ha assunto un profondo significato simbolico ed economico in tutte le civiltà, rappresentando potere, ricchezza e devozione spirituale. Dai tesori antichi agli investimenti moderni, il suo valore è rimasto costante, adattandosi ai cambiamenti storici, politici ed economici. Con la sua bellezza e i suoi molteplici usi, l’oro continua ad affascinare in modi che nessun altro metallo può eguagliare.

Guarda il video per un analisi più approfonfita del metallo più prezioso di tutti. 

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