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La magia di un soffio

Storia dell'arte vetraria muranese
Ci sono eventi che avvengono per caso, eppure cambiano il corso della storia. Azioni fatte inintenzionalmente che portano a scoperte epocali. Fu così che i Fenici crearono per primi il vetro. Secondo Plinio il Vecchio, infatti, il popolo punico aveva casualmente fuso della sabbia silicea ottenendo così una sostanza simile al miele liquido. Velocemente si imparò ad utilizzare questo fuso aggiungendo alla silice della soda per consentire la fusione a temperature minori. Da Cartagine, la produzione del vetro arrivò in Egitto, e così a Roma. Furono proprio i Romani ad iniziare la produzione del vetro su larga scala. Tant’è vero che le domus dei ricchi patrizi avevano addirittura i vetri alle finestre!
 
Durante il Medioevo fu Bisanzio la massima produttrice di vetro e successivamente, caduta la capitale del Sacro Romano Impero d’Oriente, fu Venezia a detenere questo primato. I Veneziani fecero loro la tecnica del vetro soffiato imponendosi ben presto nel commercio di vasellame, bottiglie e vetri colorati che si distinguevano per l’eccezionale qualità artistica.
Vaso a canne bianche e nere
D. Martens per A.Ve.M.
Anni ‘50
Vaso Chiacchiera
Toots per Venini
1984
Numerose fornaci sorsero nella città lagunare ma, in un’epoca in cui tutti i palazzi cittadini erano costruiti in legno, queste causavano non pochi problemi di incendi. Così nel 1291 il doge Pietro Gradenigo, con un decreto, fece trasferire tutte le vetrerie sull’Isola di Murano, che da allora sarebbe per sempre stata conosciuta come l’Isola del Vetro. Nei secoli la lavorazione del vetro divenne talmente importante per l’economia veneziana che coloro che realizzavano questi capolavori vitrei godevano di tantissimi privilegi e, al contempo, avevano obblighi ferrei verso la loro città. Al fine di custodire i segreti delle loro tecniche entro i confini della laguna, infatti, era loro proibito lasciare l’isola senza un permesso speciale.
Con il tempo la tecnica di lavorazione del vetro progredì fino ad arrivare, nel XV secolo, alla realizzazione del Cristallo Veneziano, il primo vetro veramente trasparente, da parte del maestro Angelo Barovier. Fra il Cinquecento e il Seicento la produzione muranese assunse caratteri di vero virtuosismo e, grazie alla continua invenzione di nuove tecniche di lavorazione, i vetri veneziani entrarono in tutte le Corti Europee.
 
Con la caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, nel 1797, e soprattutto con il dominio austriaco, il vetro di Murano conobbe una vera e propria crisi, dovuta anche alla concorrenza del vetro della Boemia, favorito degli Asburgo. La prima metà dell’Ottocento vide la chiusura di molte fornaci e l’imponente migrazione dei mastri vetrai con la conseguente diffusione dei segreti di lavorazione e l’impoverimento ddelle tecniche produttive.
Arlecchina
A. Nason per A.Ve.M.
Anni '50
Vaso Veronese
C.V.M.
Anni '10
Verso la fine del XIX secolo, come una fenice, Murano si rialzò e cominciò una nuova stagione, riconquistando una straordinaria padronanza, e la lavorazione di oggetti di lusso rifiorì. Numerose fornaci vennero aperte, tra le quali si ricorda la “Vetri Artistici F.lli Barovier” “Salviati & C.” , “Seguso Vetri d’Arte” , “Vetri Soffiati Muranesi Cappellin Venini e C. ”.
 
Nel corso del Novecento, la città lagunare si impose nella produzione di vetri di design, creati nella collaborazione fra mastri vetrai e designer all’avanguardia che continuano a dare vita a capolavori unici, ammirati e desiderati in tutto il mondo.
DENTRO LA FORNACE
 
La fornace è quel luogo magico nel quale, partendo da elementi “poveri” , i mastri vetrai muranesi creano dei veri capolavori! Ma ogni oggetto che esce dalla fornace è frutto di un lavoro di squadra che viene svolto con strumenti molto semplici e movimenti tramandati di generazione in generazione. Il mastro vetraio coordina e dirige il lavoro di tutte le maestranze presenti, dal garzone ai vari serventi, fino ai soffiatori. Ognuno svolge un compito preciso e delicato, essenziale per la buona riuscita di ciascun pezzo.
 
Si comincia da quattro elementi fondamentali che combinati insieme formano la partía: la sabbia di silice, la soda, il carbonato di calcio e il brillantante, solitamente antimonio. Mettendo questa composizione all’interno di crogioli metallici e sottoponendola a fusione a circa 1400°C si ottiene il vetro cristallo trasparente. Per ottenere le varie colorazioni si utilizzano diversi ossidi, ad esempio il cadmio per il giallo, il selenio per il rosso, cobalto per il blu, ramina per il verde e molti altri.
Vaso Widows
A. Fuga per A.Ve.M.
Anni '60
 
 
All’interno del crogiolo il vetro assume la consistenza di un fuso viscoso e molto denso, una sostanza a metà tra lo stato liquido e quello solido. I serventi raccolgono un grumo di vetro fuso, detto bolo, per mezzo di lunghe canne forate che permettono la soffiatura. Il vetro a questo punto è molto duttile e può assumere qualsiasi forma gli si voglia conferire.
 
La canna va mantenuta in rotazione e si comincia a lavorare il bolo modellandolo prima su un ripiano, detto bronzin, e poi soffiandolo per ottenere una sfera cava e lavorandolo eventualmente con pinze o stampi particolari, a seconda dell’oggetto che si vuole ottenere. In alternativa, il mastro vetraio può anche lavorare il bolo senza soffiarlo, ma modellando e sagomando lasciandolo pieno.
Taglialegna
Vetri Artistici Archimede Seguso
Anni '50
Bottiglia Aava
T. Sarpaneva per Venini
Anni '90
LE TECNICHE DI LAVORAZIONE
 
A Murano, le tecniche dei lavorazione del vetro sono numerose. Alcune sono antichissime, altre invece sono il frutto dell’ingegno di mastri contemporanei. Sicuramente alcune sono maggiormente utilizzate di altre, ecco quindi una breve descrizione di cinque tecniche di lavorazione del vetro muranese: incalmo, filigrana, sommerso, foglia d’oro e millefiori.

 

Incalmo
Questa tecnica consiste nel saldare assieme attraverso il calore due soffiati aperti lungo i due orli di uguale circonferenza così da ottenere in uno stesso oggetto due o più colorazioni differenti. Questa raffinata tecnica muranese venne inventata nella prima metà del XVI secolo, e ancora oggi viene utilizzata per creare oggetti di impatto, come questa bottiglia disegnata dal finlandese Timo Sarpaneva.

Filigrana
Per questa tecnica si utilizzano delle bacchette di vetro trasparente (cristallo) contenenti fili di colore bianco (lattimo) o di vetro colorato, lisci o a spirale, come nel caso della filigrana a ritortoli, chiamata anche zanfirico. Se si utilizzano due soffiati cilindrici ricoperti ciascuno con canne contenenti un filamento lattimo disposte in senso opposto, la filigrana diventa doppia e viene chiamata anche reticello. In questo caso, come si vede in questa delicata brocca, unendo i due cilindri si ottiene una sorta di merletto a rete che in ogni maglia contiene imprigionata una bollicina d’aria.
Brocca a reticello
A.Ve.M.
Anni ‘30
Sommerso
Questa tecnica prevede l’immersione di un soffiato di grosso spessore nel crogiolo contenente un altro colore. La sovrapposizione di spessi vitrei trasparenti permette di ottenere particolari effetti cromatici, come nel caso di questa meravigliosa bottiglia, realizzata in vetro giallo, verde e blu.
Bottiglia in vetro sommerso
F. Poli per Segusto Vetri d'Arte
Anni ‘50
Foglia d'oro
L’applicazione della foglia oro è una tecnica molto antica, usata ancora oggi dai maestri muranesi per creare oggetti unici, particolarmente raffinati. Il vetraio pone una lamina d’oro sulla parte d’impasto raccolto dal crogiolo e poi la ricopre con un ulteriore strato di vetro. A questo punto con la soffiatura l’oro si disperde nel composito creando un magnifico effetto, che dona grande luminosità alle opere, come nel caso di questa bella cornucopia.
Cornucopia in foglia d'oro
Vetri Artistici Archimede Seguso
Anni ‘50
Anfora millefiori
F.lli Toso
Inizio '900

Millefiori
In questa tecnica si parte da una canna che presenta al suo interno diversi strati vitrei concentrici di vario colore e forma, solitamente a fiore o a stella, come in questa simpatica anfora. La canna millefiori viene tagliata in sezioni che, accostate e fuse, si usano per produrre vari oggetti.

 


Guarda il video e lasciati affascinare dalla magia del vetro di Murano.

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