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L'eterno fascino dell'argento

Uno dei metalli più amati in oreficeria
Simbolo di purezza, chiarezza e femminilità, l’argento è da sempre uno dei metalli più amati dall’uomo che l’ha utilizzato per realizzare ornamenti personali, oggetti sacri, utensili e per coniare monete. Il suo nome latino Argentum dà origine al simbolo chimico Ag, che appartiene all’undicesimo gruppo della tavola periodica, come l’oro, con numero atomico 47.
 
È il miglior conduttore elettrico e termico tra tutti i metalli, oltre che il più riflettente: qualità che lo rendono non solo prezioso, ma anche estremamente versatile. L’argento è un metallo tenero e malleabile: da un grammo si può ottenere un filo lungo più di 1,5 chilometri o una lamina sottile al punto da risultare quasi trasparente.
Coppia di acquasantiere
Italia, XIX secolo
Posata per Pasqua ebraica
Francia XVIII secolo
Anello in oro e argento con smeraldo
Italia, anni '60
L’argento appartiene alla famiglia dei metalli nobili, insieme a oro, platino e palladio, accomunati da un’elevata resistenza all’ossidazione e da una notevole stabilità chimica. Tuttavia, a differenza dell’oro, l’argento ha una leggera tendenza a scurirsi nel tempo a causa del contatto con lo zolfo presente nell’aria o in sostanze come l’uovo o la lana: il processo si chiama solfatazione, e porta alla formazione di solfuro d’argento, facilmente rimovibile con appositi prodotti.
Per secoli è stato scelto per creare monete, vasellame, strumenti musicali, strumenti chirurgici e oggetti religiosi, ma oggi trova impiego anche in ambito industriale, medico ed elettronico. Grazie alle sue proprietà antibatteriche, è usato per rivestire apparecchiature mediche, filtri per l’acqua e persino tessuti. Inoltre, è fondamentale nella produzione di pannelli solari, celle fotovoltaiche, contatti elettrici e circuiti stampati, così come per la creazione di specchi e obiettivi fotografici ad alta precisione.
Cucchiaini della Lodge of Hospitality
Inghilterra, anni ‘30
L’argento è noto all’uomo fin dalla preistoria, ma si è diffuso particolarmente a partire dal III millennio a.C., con i primi esempi di lavorazione documentati in Mesopotamia e in Anatolia. Gli Egizi lo consideravano più prezioso dell’oro, tanto che la cosiddetta “argenteria” era usata nei corredi regali e nei templi. Greci e Romani diffusero il suo impiego nell’oreficeria, nella monetazione e nell’arredo della casa: celebri i servizi da banchetto in argento massiccio ritrovati nelle ville romane. Nel XIX e XX secolo conobbe un nuovo splendore: in epoca vittoriana, in particolare in Inghilterra e Francia, si diffuse largamente nella produzione di gioielli, oggetti da toilette, scatole, cornici e accessori da viaggio.
 
Era considerato elegante e moderno, perfetto per una borghesia in ascesa che desiderava distinguersi, pur senza poter accedere ai costi dell’oro. In quel periodo, l’argento divenne protagonista anche della gioielleria artistica, infatti, in assenza dell’oro bianco che verrà formulato solo dopo la Prima guerra mondiale, era la scelta prediletta per montature leggere, lavorate a traforo o cesello. Era il metallo preferito da molti maestri dell’Art Nouveau, come René Lalique e Lucien Gaillard, che lo impiegarono per creare autentiche opere d’arte ispirate al mondo naturale. Da allora ha mantenuto un posto stabile in gioielleria, sia come base per ornamenti più semplici, sia come materiale nobile a tutti gli effetti.
Pendente in argento e oro con dimanti
Italia XIX secolo
Spilla - pendente con diamanti e perle
Italia, primo ‘900
Coppette di Tiffany & Co.
USA, anni '10
Fino al Medioevo, la produzione europea si basava soprattutto sui giacimenti della Sassonia e della Boemia, ma fu con la scoperta delle Americhe che l’argento conobbe una vera rivoluzione. I vasti giacimenti peruviani di Potosí e messicani di Zacatecas, sfruttati intensivamente dalle potenze coloniali, resero la Spagna la principale produttrice mondiale tra il XVI e il XVIII secolo.
Con l’epoca moderna, nuove miniere si aprirono in Canada, Stati Uniti, Australia e Bolivia. Oggi, i maggiori produttori sono Messico, Cina e Perù. In Italia l’argento non è presente in grandi giacimenti primari, ma si trova come sottoprodotto nella lavorazione di altri metalli; tuttavia, il nostro Paese è noto da secoli per la maestria nella lavorazione dell’argento e ancor oggi sopravvivono importanti distretti artigianali specializzati nella creazione di oggetti in argento, sia artistici che industriali.
L’argento si può trovare nei giacimenti primari, ossia sotto forma di vene metalliche in rocce vulcaniche, oppure nei giacimenti secondari, sotto forma di piccole scaglie o grani derivanti dall’erosione. In gioielleria, non viene quasi mai usato puro, vale a dire a titolo 1000/1000, perché troppo tenero e facilmente deformabile. La lega più diffusa è l’argento 925 millesimi, chiamato anche sterling silver: è composta da 925 parti su 1000 di argento puro e 75 di rame, che ne migliora la resistenza senza comprometterne il colore e la brillantezza. L’argento 800, più comune nei servizi da tavola, contiene invece 800 parti di metallo prezioso e 200 di lega.
Compostiera di T. Panizza
Italia XIX secolo
Spilla in oro e argento con diamanti
Francia XIX secolo
Orecchini in oro e argento con diamanti
Italia XVIII secolo
Il prezzo dell’argento, sebbene inferiore a quello dell’oro, ne ha seguito una storia parallela, spesso oscillando in base a eventi geopolitici e alle fluttuazioni del dollaro. Dopo decenni di stabilità, la crisi economica del 2008 ha portato a un aumento del valore dell’argento, che ha raggiunto un picco nel 2011 di circa 1€ al grammo. Negli anni successivi, la quotazione si è mantenuta tra i 0,40 e 0,80€/g, ma l’interesse per le energie rinnovabili e la crescente domanda tecnologica stanno portando a un rialzo costante: nel 2024 si è superata la soglia di 1,10€/g e le stime prevedono una progressiva crescita nel prossimo decennio.
Il riconoscimento della lega e dell’autenticità è fondamentale per comprendere il valore di un oggetto di argento e avviene in due passaggi: l’individuazione del marchio e la verifica chimica. In Italia, il titolo dell’argento deve essere indicato con un punzone numerico (come 925 o 800) inscritto in un ovale, accompagnato da una losanga con il numero identificativo dell’argentiere e la provincia. Tali simboli si trovano spesso in zone discrete degli oggetti, come il retro di un cucchiaio o l’interno di un bracciale. Se l’oggetto non presenta alcun marchio, o se si desidera una conferma certa, si effettua una prova chimica con un apposito acido.
Spilla in oro e argento con diamanti
Italia, XIX secolo
Portagioie in argento
Italia anni '60
L’argento, con il suo bagliore discreto e la sua duttilità, continua a rinnovarsi senza perdere il fascino delle sue radici millenarie. Che sia protagonista in un gioiello Art Nouveau, in un raffinato servizio da tavola o in una moderna applicazione tecnologica, rimane sempre simbolo di eleganza e artigianalità

Guarda il video per un analisi più approfonfita di uno dei metalli più amati dall'oreficeria. 

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